Carta Bianca pour le Mistral – Quilombo, venerdì 13 Novembre

Venerdì 13 novembre Joris Ivens POUR LE MISTRAL, 1966, 33’ “…essere legato strettamente con gli uomini che lottano per la libertà, per l’indipendenza e sentire veramente con loro tutte le loro pene, tutta la loro forza, tutte le loro aspirazioni e tutta la loro gioia; cercare di essere vicinissimo a tutto questo, di scoprire gli elementi che per loro sono normali e ordinari e valutarli nel loro significato politico straordinario.” Joris Ivens Esistono registi che fanno film per vivere, e altri che vivono per fare film. Esistono poi “cineasti” che vivono i loro film, che diventano cinema essi stessi: uno di questi è Joris Ivens (Nijmegen, Olanda, 18 novembre 1898 / Parigi, 28 giugno 1989), uno dei più grandi documentaristi del ventesimo secolo. Ivens è l’autore che alla fine della sua carriera ha tentato l’impossibile: filmare il vento. Da questa impresa, titanica, utopica e straordinariamente affascinante, forse può partire l’analisi della sua opera che prende perentoriamente le mosse dall’affermazione senza replica “di fatto la zona di combattimento dei cineasti militanti è lo schermo”. Uomo dalla cinepresa in spalla, pronto a partire per qualsiasi luogo dove un conflitto o una lotta per la libertà lo chiamasse. Dopo i primi film ispirati dalle avanguardie, Ivens filma lo sciopero dei lavoratori indonesiani in Australia a sostegno delle lotte di liberazione dal colonialismo olandese (INDONESIA CALLING,1946); poi la guerra del Vietnam (LE CIEL, LA TERRE, 1965 e Le di x-septi ème paral èle , 1967), la guerra di Spagna (Spanis h Eart h, 1952) con il commento di Hemingway, il lavoro per le costruzioni delle dighe in Olanda (Nieu we gronden /Zuiderze , 1934), la fame tra i minatori del Belgio (Mis ère au Borinage , 1933), la costruzione dell’altoforno nelle regioni caucasiche della Russia (Komsomol , 1932), la guerra cino-giapponese (The 400 milion , 1939), il comunismo cinese (Come Yukong depla ça les montagnes , 1973-1975) e il capitalismo di Stato in Italia (L’Italia non è un paese povero , 1960), girato su commissione di Enrico Mattei, dove insieme al desiderio di futuro e di industrializzazione filma anche la fame e la povertà. Straordinariamente interessato al rapporto tra l’uomo e la natura, attraverso il quale racconta lo sviluppo delle comunità, Ivens ci parla di questa difficile relazione, di questa assenza di pacificazione tra l’uomo e gli elementi naturali, cogliendo in questo faticoso cammino le origini dello sviluppo di ogni attività industriale e di conseguenza ogni futuro. Lo sguardo di Ivens, in questo senso, si fonde con la sua anima militante, così per lui “il documentario è l’espressione della realtà, il solo mezzo che resta al cineasta d’avanguardia per lottare contro la grande industria”. Ivens riesce sempre a rapportarsi con il suo spettatore, trasferendogli quasi il terzo occhio del cineasta, ponendolo al centro degli avvenimenti e dell’oggetto della sua documentazione. Se la forte caratterizzazione politica ha segnato la sua opera, non possono essere dimenticate alcune opere, dove Ivens libera il proprio spirito lirico: La Seine a rencontr é Paris (1957), A Valparaiso (1963) e Pour le mistral (1965). Emergono qui le personali ossessioni del cinema di Ivens: l’utopico desiderio di filmare l’infilmabile, l’impossibile. Pour le mistral è il suo primo tentativo di filmare il vento e anticipa in modo straordinario l’ultima sua opera Une historie de vent . Il film, che inizia in bianco/nero e prosegue a colori, illustra la forza del Mistral che soffia sul Sud della Francia: la fotografia, il montaggio e il commento si sostengono nel tentativo di rendere visibile e tangibile il vento. Ma ciò che affascina è anche l’ironia divertita con la quale nel fermo immagine gli uomini e le donne restano raggelati dalla raffica del vento, nella sfida, sempre visionaria, che ossessiona il regista, tra la natura e l’uomo. A chi gli rimproverava la contraddizione tra queste opere e le altre, dove la sua militanza appare in tutta la sua estrema vitalità, rispondeva che si trattava “dell’altro aspetto della mia arte di cineasta: l’ambizione poetica”. 10

QUILOMBO. + CINCILLA

QUILOMBO. / via del Carso, 13 / 61100 Pesaro / infoquilombo@libero.it

 

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Esercizi di stilo – Franco Matticchio

Matticchio

martedì 10 novembre
ESERCIZI DI STILO
di Franco Matticchio

l’autore sarà
ospite di cincilla e firmerà  le copie dei libri
dalle ore 19 alle ore 21.
ricordiamo che la mostra
TUTTO ESAUDITO
sarà visitabile dalle ore 17
sala
cincilla
Pesaro, via Curiel 8 – scala A –   5°piano

Aperitivo Sensa Senso – sabato 7 Novembre

Matticchio

aperitivo SENSA SENSO
sabato 7 novembre
dalle ore 19 alle ore 21

TUTTO
ESAUDITO,
disegni di Franco Matticchio
sala cincilla
via Curiel 8, Pesaro

cura
musicale: OSCAR // mara cassiani

Per maggiori informazioni

Carta bianca a Mauro Santini – videodiary e altri racconti, documentare il quotidiano

cartabianca_6_nov

 

Venerdì 6 novembre  ore 22.00 – David Perlov

Diary, 1973/1983 (estratto 35′)

Quilombo, via del Carso, 13 –  Pesaro.

Si tratta del diario personale di un uomo, una testimonianza su 12 anni di storia israeliana. Il videodiary è composto da 6 capitoli  che descrivono la sua vita dal 1973 al 1983 e ci portano da Tel Aviv al Brasile, dove Perlov è nato. Una raccolta di memorie in cui l’autore racconta la crescita delle sue due figlie e ricorda gli incontri con Isaac Stern, Joris Ivens e Klaus Kinski.

Diary è un’opera unica che ha richiesto 10 anni di riprese e di montaggi, è una commistione di cinema casalingo, documentario politico e cinema verité. L’autore David Perlov commenta 

«L’idea di realizzare un diario cinematografico è nata durante la guerra del Kippur. Stavo girando un film per la TV ed era la prima volta che utilizzavo una 16mm. Ero a Gerusalemme quando, tutto a un tratto, appare una prostituta e comincio a parlarle, dimenticandomi quello che ero venuto a fare.
Il suo monologo era impressionante e mi sono reso conto che potevo facilmente riprenderla con la mia nuova macchina da presa.

E ho capito che era quello che volevo fare: andare in giro con la cinepresa e filmare»

 

Out of Range – Castello di Frontone

frontoneIl castello di Frontone è situato di fronte il Monte Catria (mt. 1701), a pochi chilometri dall’Eremo di Fonte Avellana in un contesto ambientale e paesaggistico unico.

Fino al 18 Novembre al castello di Frontone si tiene una mostra d’arte contemporanea che si articola su tre livelli:

HUMAN EMOTION PROJECT 2009
collettiva di Video Arte di artisti nazionali ed internazionali

OOR EMOTIONS
selezione di video, fotografia e installazioni multimediali degli studenti dell’ Accademia di Belle Arti di Urbino

ELECTRONICS MUSIC & SOUND ART
concerti, installazioni, electroacoustic-room

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Culturale BelloSguardo e il Comune di Frontone Assessorato alla Cultura nell’ambito della rassegna Frontoneventi e si pregia della collaborazione dell’Accademia delle Belle Arti di Urbino.

Per maggiori informazioni

Pietrarubbia. Percorsi Trasversali.

pietrarubbiaL’antico borgo di Pietrarubbia ospita “Percorsi Trasversali” la personale dell’artista Leonardo Nobili a cura di Armando Ginesi.  La mostra è allestita nel Castello – Palazzo Fondazione Arnaldo Pomodoro ed è disponibile fino al 18 Ottobre.

L’esposizione, che rientra nelle iniziative dello Spac (Sistema d’arte contemporanea) della Provincia, affronta, con l’ausilio di differenti linguaggi artistici, la ricerca del sublime attraversando le inquietudini del nostro tempo. Il titolo rimanda infatti alla sperimentazione dei diversi linguaggi attuati dall’artista (dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al video), richiamando in senso metaforico la “trasversalità” dei percorsi possibili ed immaginabili, collocabili fra terra e cielo, tra uno spazio concreto e finito ed uno astratto e infinito.

orario di apertura:
tutti i giorni 15 – 19
sabato e festivi anche 10 – 13
info: 0722/75110 – 75350 – info@spac.pu.it

Ingresso gratuito.

Mario Merz. Il Castello di foglie è un’architettura ideale.

P1010428Monteciccardo è un borgo situato nelle colline marchigiane, a ca. 20 km da Urbino e da Pesaro. Immerso nel verde è circondato da paesaggi meravigliosi. A pochi metri dal centro del paese c’è il Convento dei Servi di Maria, più conosciuto come Conventino, situato sulla strada provinciale n. 26 che collega Sant’Angelo in Lizzola, Mombaroccio e Santa Maria dell’Arzilla. Il Conventino, luogo di mostre e di varie manifestazioni culturali, ospita fno al 25 Ottobre la mostra di Mario Merz: Il Castello di foglie è un’architettura ideale a cura di Ludovico Pratesi.

Orario di apertura
da venerdì a domenica
dalle 18.00 alle 20.00

informazioni e prenotazioni:
tel. 0721/910586

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