Isola di Pasqua – un luogo misterioso e meraviglioso …

L’isola di Pasqua, è un luogo che mi affascina tantissimo, prima o poi mi piacerebbe visitarla. Si trova nell’  Oceano Pacifico a 3600 km ad ovest delle coste del Cile e 2075 km ad est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo. Famosi sono i numerosi moai, le statue di pietra che ora si trovano lungo le coste. Sull’isola esistono secondo le ricerche condotte da Sebastian Englert 638 moai, anche se non si può escludere che originariamente fossero oltre mille. Nonostante le ricerche condotte negli ultimi anni il loro scopo non è tuttora noto con certezza. Secondo studi più recenti le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti, e secondo la credenza popolare avrebbero permesso ai vivi di prendere contatto con il mondo dei morti.

Le origini vulcaniche dell’isola hanno favorito la nascita di un numero considerevole di grotte. Quest’ultime, formatesi durante la fase finale delle eruzioni, quando i fiumi di magma sotterranei iniziavano a raffreddarsi, furono usate per molti secoli dalla popolazione indigena come luoghi di culto. A testimonianza di tale attività in molte di esse si possono ancora trovare dipinti rupestri e altorilievi, che rappresentano sia l’uomo uccello, che il dio Mache Mache.

Il culto dell’uomo uccello

In seguito ai cambiamenti all’interno della società ed ai cambiamenti ambientali provocati dalla popolazione indigena, si verificò anche uno stravolgimento delle tradizioni e credenza delle tribú indigene che popolavano l’isola. Dal 1500 d.C. in poi non vengono più eretti nuovi moai, ma quelli esistenti vengono bensì abbattuti. Cessa quindi anche la venerazione degli avi che fino ad allora rappresentava la tradizione più importante della popolazione indigena. Al posto degli avi si venera ora l’uomo uccello (in polinesiano: Tangata), un essere per metà uomo e per metà uccello. 

Ogni primavera le singole tribù dell’isola sceglievano un guerriero che doveva partecipare al rito dell’uomo uccello, che consisteva nel raggiungere dal santuario di Orongo sulla cima del Rano Kao l’ Isola di Motu Nui e riportare il primo uovo deposto dalla Sterna fuscata. Chi riusciva per primo a riportare un uovo indenne diveniva il nuovo uomo uccello fino alla primavera prossima, quando il rituale veniva ripetuto.

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