Pasquetta a Cortona

 

Il tempo a Pesaro non era dei migliori, pioveva incessantemente … io ed il mio compagno ci siamo guardati ed abbiamo deciso di partire!

Le previsione metereologiche su internet la sera prima dicevano che a Cortona sarebbe piovuto soltanto fino alle 8 del mattino e poi il cielo sarebbe stato coperto ma senza pioggia.

Così alle 8.30 siamo partiti con la nostra nuova fiesta che con il gpl ci permette di viaggiare senza spendere troppo. In ogni viaggio non è importante l’arrivo ma il percorso, anche per noi è stato così, nel tragitto si alternavano paesaggi montuosi, gallerie e paesini medievali passando dalle terre del Montefeltro fino ad arrivare al confine tra l’Umbria e la Toscana, nella provincia di Arezzo, canticchiando bocca di rosa, il pescatore, la canzone di Marinella e così via… Ascoltavamo le parole immaginando le storie che De Andrè racconta in quelle canzoni.

Cantando e ridendo siamo arrivati a destinazione, ci immaginavamo un paese tranquillo dove potevamo rilassarci nella pace ed il silenzio di un paese medievale, ma la realtà è stata diversa. Cortona era invasa di turisti: famiglie con passeggini, gruppi di anziani arrivati in pullman, insomma di tutto di più.

Per pranzo ci sognavamo una bella bistecca di chianina accompagnata da un buon vino locale. Abbiamo cercato posto in diversi ristoranti ma erano pieni ed intorno a noi c’erano flotte di turisti che cercavano un luogo dove rifocillarsi. Non volevamo essere come i soliti turisti che cercano il ristorante più comodo e alla moda a noi piace definirci viaggiatori alla scoperta degli angoli più isolati.

All’improvviso ci siamo ritrovati davanti ad una bottega piccola piccola dove si vendevano prodotti tipici locali. Sulla porta c’era scritto: “Salumi, formaggi, crostini e vino a 10 Euro”. L’oste era gentilissimo, ci ha accolto come fossimo entrati in casa sua e ci ha portato tutte quelle bontà di cui si parlava nella locandina.

Insomma alla fine siamo riusciti a trovarci quell’angolo di paradiso che cercavamo, nella tranqullità e lontani dalla folla.

Annunci

Corsi di cucina etnica

Andrea e Silvia, hanno viaggiato ed hanno potuto conoscere tante specialità culinarie dei luoghi che hanno visitato. Viaggiatori per vocazione e cuochi per passione, così si definiscono. Al rientro da ogni viaggio la nostalgia era talmente forte che hanno trovato un modo per ricordare i posti visitati, attraverso la cucina. Così è iniziato il loro percorso, non sono soltanto cuochi ma portatori di altre culture.

Nel mese di Aprile Andrea e Silvia organizzano un corso di Cucina e Cultura: quattro serate per conoscere i segreti e gustare i sapori di altri paesi in un viaggio culinario dall’Asia al Nordafrica.

Dettagli del corso

  • Quattro incontri della durata di circa 4 ore ciascuno, compresa la cena (bevande incluse)
  • Gruppi di massimo 6 persone
  • Ricettario illustrato con introduzione al mondo delle spezie e link utili
  • Miscela per Garam Masala e per Chai (the indiano) prodotta durante il corso
  • Grembiule da lavoro Masala
  1. Cucina Indiana
  • Introduzione alle spezie e agli ingredienti della cucina Indiana. Curioseremo tra le loro virtu’ sia in cucina che nella vita  quotidiana e faremo insieme il garam masala, la miscela piu utilizzata
  • Samosa, lo snack indiano per eccellenza, fagottini di farina ripieni di verdure speziate e fritti
  • Cottura del riso Basmati
  • Chicken Masala, pollo in salsa di pomodoro e spezie
  • Dhal, a  base di lenticchie, insieme al riso è il piatto piu’ consumato in India
  • Chai ( the speziato)

  2.    Cucina Indiana

  • Chapati, preparazione e cottura del piu tipico pane indiano
  • Riso Pulao, riso Basmati con verdure, uvetta e mandorle
  • Sheesh kebab, polpette di carne macinata con raita (insalata allo yogurt)
  • Vegetable korma, una ricetta del Sud a base di verdure e latte di cocco
  • Chai

    3.  Cucina Thailandese

  • Le spezie, le erbe aromatiche, le salse e gli utensili della cucina Thai
  • Pad Thai, noodles di riso saltati con gamberi, salsa di soia, arachidi….il simbolo del paese
  • Green curry di pesce e verdure con riso bianco Jasmine
  • Papaya salad, la piccantissima insalata
  • Pollo saltato con peperoncini e basilico
  • Banana al latte di cocco

4.   Cucina Araba

  • Gli ingredienti tipici dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente (olio, olive, sesamo, farina di grano, semola, legumi secchi)
  • Cous Cous di carne e verdure,la lunga preparazione del piatto piu’ conosciuto di tutto il NordAfrica
  • Hummus, dal Medio Oriente un aperitivo gustoso e sostanzioso
  • Pane Pita, preparazione e cottura
  • Falafel il delizioso snack onnipresente in Israele, Siria, Giordania e ormai anche in Europa: polpette fritte a base di fave o ceci tritati con cipolla, aglio, cumino…..
  • The alla menta, il whisky dei berberi

Per maggiori informazioni

Isola di Pasqua – un luogo misterioso e meraviglioso …

L’isola di Pasqua, è un luogo che mi affascina tantissimo, prima o poi mi piacerebbe visitarla. Si trova nell’  Oceano Pacifico a 3600 km ad ovest delle coste del Cile e 2075 km ad est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo. Famosi sono i numerosi moai, le statue di pietra che ora si trovano lungo le coste. Sull’isola esistono secondo le ricerche condotte da Sebastian Englert 638 moai, anche se non si può escludere che originariamente fossero oltre mille. Nonostante le ricerche condotte negli ultimi anni il loro scopo non è tuttora noto con certezza. Secondo studi più recenti le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti, e secondo la credenza popolare avrebbero permesso ai vivi di prendere contatto con il mondo dei morti.

Le origini vulcaniche dell’isola hanno favorito la nascita di un numero considerevole di grotte. Quest’ultime, formatesi durante la fase finale delle eruzioni, quando i fiumi di magma sotterranei iniziavano a raffreddarsi, furono usate per molti secoli dalla popolazione indigena come luoghi di culto. A testimonianza di tale attività in molte di esse si possono ancora trovare dipinti rupestri e altorilievi, che rappresentano sia l’uomo uccello, che il dio Mache Mache.

Il culto dell’uomo uccello

In seguito ai cambiamenti all’interno della società ed ai cambiamenti ambientali provocati dalla popolazione indigena, si verificò anche uno stravolgimento delle tradizioni e credenza delle tribú indigene che popolavano l’isola. Dal 1500 d.C. in poi non vengono più eretti nuovi moai, ma quelli esistenti vengono bensì abbattuti. Cessa quindi anche la venerazione degli avi che fino ad allora rappresentava la tradizione più importante della popolazione indigena. Al posto degli avi si venera ora l’uomo uccello (in polinesiano: Tangata), un essere per metà uomo e per metà uccello. 

Ogni primavera le singole tribù dell’isola sceglievano un guerriero che doveva partecipare al rito dell’uomo uccello, che consisteva nel raggiungere dal santuario di Orongo sulla cima del Rano Kao l’ Isola di Motu Nui e riportare il primo uovo deposto dalla Sterna fuscata. Chi riusciva per primo a riportare un uovo indenne diveniva il nuovo uomo uccello fino alla primavera prossima, quando il rituale veniva ripetuto.

Per maggiori informazioni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: